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"Noi riteniamo che siano evidenti le seguenti verità: che tutti gli uomini sono creati uguali e dotati dal loro Creatore di alcuni inalienabili diritti quali la Vita, la Libertà e la Ricerca della Felicità. Che i governi sono istituiti dal popolo al fine di garantire tali diritti. Che, qualora non lo facessero, i cittadini sono tenuti a rovesciarli e a istituirne di nuovi che siano capaci di garantire la Sicurezza e la Felicità delle persone." HAI MSN? AGGIUNGIMI: atlanticpeople@hotmail.it

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lunedì, 09 febbraio 2009

La dittatura della magistratura

"Ho l'impressione che in Italia anzi in Europa la gente non sia stata ben informata. Che sia i giornali, sia le televisioni abbiano sottolineato la senzazionalità della faccenda, non i suoi retroscena. Io invece l'ho seguita giorno per giorno ed ora per ora, qui in America, e l'effetto è stato così disastroso che non credo più alla Legge. Cristo per tutta la vita ho invocato la Legge. Anche per combattere l'incompreso flagello che stiamo subendo con l'invasione islamica dell'Occidente, ho sempre invocato la Legge...Ma la morte di Terri è riuscita laddove essi non erano riusciti, ed oggi penso che ottenere giustizia attraverso la Legge sia un terno al lotto. Se mi sbaglio, se la Legge significa davvero Giustizia, Equità, Imparzialità, me lo si dimostri incriminando i magistrati che per ben dodici volte si sono accaniti su quella creatura colpevole soltanto d'essere una malata inguaribile...In testa a loro, quel George Greer che per primo accolse l'istanza di barbablù e ordinò di staccare la spina cioè di togliere a terri il feeding-support: il tubo nutritivo..."
Quindi secondo lei, i primi responsabili sono i magistrati?
"...Oggi in America il rischio della dittatura non viene  dal potere esecutivo: viene dal potere giudiziario. E nel resto dell'Occidente, lo stesso. Pensi all'Italia dove, come ha ben capito la sinistra che se ne serve senza pudore, lo strapotere dei magistrati ha raggiunto vette inaccettabili. Inpuniti e impunibili, sono i magistrati che oggi comandano. Manipolando al Legge con interpretazioni di parte cioè dettate dalla loro militanza politica e dalle loro antipatie personali, approfittandosi della loro immeritata autorità e quindi comportandosi da padroni come i Padreterni della Corte Suprema statunitense...Chi osa biasimare o censurare o denunciare un magistrato, in Italia? Chi osa dire che per diventar magistrato bisognerebbe essere un santo o almeno un campione di onestà e di intelligenza, non un uomo di parte e di conseguenza indegno d'indossare la toga? Nessuno. Hanno tutti paura di loro".
E al secondo posto delle responsabilità chi ci mette?
"...A pari merito ci metto i medici anzi i becchini travestiti da medici che ai magistrati hanno fornito gli elementi necessari ad emettere quella sentenza di morte. Che hanno definito Terri un cervello spento, un corpo senz'anima, un essere in stato vegetativo irreversibile...Oggigiorno Ippocrate non va più di moda e nella maggior parte dei casi la medicina è un business, un cinico strumento per arraffare soldi o tentare di ottenere lo screditato premio Nobel. Però so che lo stato vegetativo non è la morte cerebrale e che il termine stato-vegetativo-irreversibile è molto controverso..."
[....]
E poi?
Poi morì Karol Wojtyla, e di Terri non si parlò più. Il ricordo della sua Via Crucis venne letteralmente spazato via dall'apoteosi di Piazza San Pietro, dai funerali del grand'uomo che forse non era stato un grande  papa ma certo era stato un grand'uomo. Un grande politico, un guerriero, una vera superstar. E la mia amarezza crebbe. Perché anche in America i giornali non facevano che parlare di lui, la tv non faceva che trasmettere i volti dei milioni e milioni di persone  che si disperavano. Che non accettavano la sua morte avvenuta a ottantacinque anni per volontà di Dio non dei becchini travestiti da giudici". E in quei laghi di dolore, in quegli oceani di pianto, neanche una lacrimina per Terri. Morta a quarantun anni, ammazzata dalla Legge. Bé...se prima o poi ciò accadrà anche in Eurabia dove parlare di pietà e di speranza non va più di moda, dove le radici cristiane non sno più rivendicate nemmeno da una presunta Costituzione, io non lo so. Ma se questa è la nostra risposta all'islamico Culto della Morte, se questa è la civiltà, se questo è il progresso, se questo è il Mondo Nuovo che il progresso ci prepara, dico: ridatemi il vecchio mondo. Il barbaro mondo delle caverne. Ridatemi l'età della Pietra.

Oriana Fallaci-2005, dall'intervista al Foglio sul caso Terry Schiavo


postato da: Simmaco alle ore 12:03 | link | commenti (2)
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Commenti
#1    10 Febbraio 2009 - 00:23
 
quanto sono attuali queste parole di quella "pazza", per alcuni, della Fallaci.
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#2    10 Febbraio 2009 - 18:48
 
Beh, è la prima cosa che mi è venuta in mente: al di là della questione specifica, in assenza di una legge un magistrato emette una sentenza a suo intuito (come si diceva negli anni '70, in virtù di un'interpretazione "progressiva" della legge), e dei medici eseguono. Da notare, tutto questo non in un ospedale pubblico, neanche in una clinica, in un ospizio (sic!) adattato all'uopo, ad opera di un medico compiacente.

Costava tanto attendere una legge dello Stato?

Tutta questa storia mi lascia in effetti un sapore amarognolo di imbarbarimento generale. Se non fosse che è una storia triste, si potrebbe scrivere una commedia, Rossini forse ci avrebbe fatto un'opera: il padre non fa il padre e abbandona la figlia dalle suore, e dopo però è stufo e vuole farla finita; le suore effettivamente hanno fatto da padre in questi anni; il sindaco di Udine fa il mezzano, i medici fanno i becchini, i magistrati fanno i legislatori a loro gusto e arbitrio, il parlamento fa il giudice, il presidente della Repubblica fa il capo del governo, e viceversa. E la Finocchiaro in aula che urla come un'indemoniata con la vena sulla fronte pronta a scoppiarle da un momento all'altro.

C'è un sapore di anarchia e di arbitrarietà, che risuona come le parole di Platone, quando descrive la degenerazione della democrazia in tirannide. A me sembra tutta una farsa.
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