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"Noi riteniamo che siano evidenti le seguenti verità: che tutti gli uomini sono creati uguali e dotati dal loro Creatore di alcuni inalienabili diritti quali la Vita, la Libertà e la Ricerca della Felicità. Che i governi sono istituiti dal popolo al fine di garantire tali diritti. Che, qualora non lo facessero, i cittadini sono tenuti a rovesciarli e a istituirne di nuovi che siano capaci di garantire la Sicurezza e la Felicità delle persone." HAI MSN? AGGIUNGIMI: atlanticpeople@hotmail.it

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mercoledì, 18 febbraio 2009

Il MultiCattoComCulturalismo

Fine settimana di S.Valentino, 3 violenze sessuali su giovani e giovanissime. Non è forse il segno di una sofferenza sociale, le conseguenze di un multiculturalismo ideologico catto-com, il verificarsi delle profezie di Oriana Fallaci?

A coloro che pervicacemente rimangono nel loro pregiudizio (“E’ più difficile spezzare un atomo che un pregiudizio” diceva Einstein) vorrei chiedere due cose:

1)    Qual è il modello di società che hanno in testa. L’Italia è un Paese di 300,000 km2, con una densità di popolazione di circa 200 abitanti per km2. Gli USA hanno una estensione 30 volte maggiore (9 milioni di km2) e una densità di popolazione media 6 volte minore (30 abitanti per km2). Di fatto, siamo già un Paese sovrappopolato. Dov’è che vogliamo arrivare? Al modello delle sardine in scatola? Oppure a quello delle megalopoli del terzo mondo, come San Paolo del Brasile, dove due terzi della popolazione vive nelle favelas e l’ordine pubblico è praticamente ingestibile? Oppure infine l’immigrazione serve solo a fabbricare voti per partiti moribondi?

2)      Con quali risorse si pensa di fare fronte all’immigrazione? Stanti i numeri, dato che si parla di 800 nuovi sbarchi al giorno, fanno 300,000 persone all’anno, anche se tutti non rimangono in Italia, dare semplicemente una casa a un terzo di costoro (100,000 persone all’anno) è un investimento non da poco (e penso che la cifra sia in difetto, interpretiamola come ordine di grandezza). Quando ti arriva una famiglia del Nordafrica con 6 figli a carico, dovrai pure garantire una casa, e poi la gente mangia, deve scaldarsi, deve avere luce e acqua, i bimbi devono andare a scuola. Sembra che ci si dimentichi che non viviamo più in epoche in cui questi erano dei lussi. La morale del “fate figli e accogliete lo straniero”, che deriva dalla Bibbia (e prima o poi la Chiesa dovrà rendere conto della responsabilità morale di tutto questo), aveva un senso per il popolo di Israele del X secolo a.C.: un popolo di 10,000 persone o poco più, in un territorio pieno di risorse, a cui bastava una tenda, un po’ di pecore e un’orcio d’acqua (il cammello era un lusso), ed era minacciato da nazioni potenti vicine (Egitto e Siria). L’unica difesa per non scomparire era fare figli, e aggregare le tribù vicine, per garantire una “massa critica” conto i giganti che li minacciavano ai confini.

Applicare acriticamente questa morale al mondo d’oggi, sovrappopolato e a corto di risorse, è semplicemente folle: con quali risorse paghiamo la politica dell’accoglienza? Con risorse che vengono drenate dalla scuola, dalla ricerca, dalle infrastrutture, dalla previdenza pubblica. Lo Stato non è un serbatoio di volume infinito (come ahimè però ipotizzano gli economisti), e le risorse dello Stato sono le tasse che pagano i cittadini. Esiste un limite alla capacità di uno Stato di assorbire senza traumi un flusso migratorio e di garantire l’ordine pubblico. Oltre quel limite c’è solo il collasso.

                Non a caso questi problemi si evidenziano in un momento di crisi economica.


da un lettore del BLOG, GSpitzer

postato da: Simmaco alle ore 09:10 | link | commenti (11)
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martedì, 17 febbraio 2009

Le invasioni multiculturali

Tre stupri nel giro di una settimana certamente colpiscono. Stupisce meno che siano opera di immigrati, marocchini o rumeni per lo più. Si tratta di statistica e calcolo delle probabilità. Proprio ieri un sociologo (di sinistra) ha affermato che il 40% degli stupri sono imputabili a stranieri, ed è una percentuale enorme considerando che gli extracomunitari sono il 6% della popolazione.  Quindi è altamente probabile che l'autore di un atto simile sia con buona probabilità straniero, anche se le bestie italiane non mancano, sia chiaro.

Ieri sera facendo zapping mi sono imbattuto per pochi minuti nella trasmissione L'Infedele su LA7. Il conduttore e molti "intellettuali" e politici di sinistra cosa facevano? Cercavano di spaventare gli italiani seduti a casa sostenendo che ci stiamo avviando verso una società razzista. Con leggi razziali  come quelle del 38 (queste tornano sempre utili ai rossi da sventolare  ma poi quando si tratta degli ebrei di Israele, che vengano pure ammazzati da Hamas), oppure con servizi igienici separati e via dicendo. Quando un esponente della Lega provava a prendere parola il conduttore lo guardava con lo stesso sguardo sgomento e di rimprovero con cui io fisserei un ladro o un assassino. Tutto questo quando tre stupri erano ancora vivi nella testa di tutti. Poi hanno tirato fuori la solita menata che anche noi eravamo immigrati in america etc. Dimenticando che però noi avevamo una religione in comune e delle tradizioni culturali simili al paese che ci ospitava. E fingendo di scordarsi che in America se sgarravi.... erano cavoli tuoi.
Certo, se queste son le risposte della sinistra agli stupri o alle rapine, ovvero dare del razzista a chi si vuole difendere dalla violenza, beh allora capisco come mai continua a subire disfatte, ultima quella di ieri in Sardegna. E' molto semplice discutere di pacifisimo, di multiculturalismo e fratellanza universale nei salotti chic televisivi. La gente fuori però ha ben altro da fare. Nessun odio a priori contro chi viene qui, ma viste le statistiche e le cronache, sospetto e diffidenza sono comprensibili.

Una signora in trasmissione diceva anche che non si può far niente per frenare il costituirsi di una civiltà multiculturale. Termine quest'ultimo che, come mi faceva notare un mio amico di recente, non è compatibile con la democrazia. Asserire che tutte le culture sono uguali e altrettando valide vuol dire ad esempio parificare sharia (caratteristica islamica) e ordinamente democratico (caratteristica occidentale). Sono incompatibili chiaramente. Non è al multiculturalismo che dobbiamo mirare semmai ad una società multietnica come quella americana, ma in cui la cultura dominante per tutti sia UNA sola, quella a stelle e strisce nel caso specifico. Tutte le etnie si riconoscono nella costituzione americana e nei valori espressi nella dichiarazione d'indipendenza. Gli usi e le tradizioni d'origine vengono dopo.
La signora ha ragione comunque. Queste migrazioni barbariche non potranno esser frenate e prima o poi modificheranno completamente la società in cui viviamo. C'è chi dice in bene, chi in male. Io penso che comunque si andrà verso una progressiva perdita di Libertà. Di pensiero, di movimento, di stampa. Gran parte di questi migranti o invasori nemmeno sa che significa la parola Libertà, e pure molti europei stanno cominciando a dimenticarla mossi dalla paura (vedi mio post precedente). Quindi probabilmente sarà vero, il flusso non possiamo fermalo o invertirlo, però nel mio piccolo farò il possibile per ostacolarlo e ritardarlo almeno, . Ogni istante risparmiato all'occidente e alla nostra civiltà è un istante prezioso.
postato da: Simmaco alle ore 09:56 | link | commenti (3)
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giovedì, 12 febbraio 2009

Eurabia. Ci risiamo...


... ennesimo episodio di censura verso qualcuno che critica l'Islam.  Stavolta è la (ex) liberale e tollerante Inghilterra a tappare la bocca ad un cittadino europeo, l'olandese Wilders  autore del film Fitna, dove paragona il Corano al Mein Kampf. Le autorità britanniche, come racconta oggi sul Corriere Luigi Offeddu, non vogliono che l’olandese Wilders metta piede in Gran Bretagna perché le «sue dichiarazioni contro i musulmani minacciano l’armonia della comunità e dunque la sicurezza pubblica nel Regno Unito». Dopo le vignete danesi, Hirsi Alì, Robert Redeker, Theo Van Gogh, O. Fallaci, ecco un altro tassello al mosaico di Eurabia. Ma che volete farci? I mussulmani son così sensibili e permalosi... talmente vulnerabili che alla prima critica son pronti a mettere a ferro e fuoco un continente. Con il consenso della sinistra. Se i cristiani o gli ebrei facessero lo stesso? Considerando lil numero di volte che il Papa e la Chiesa vengono attaccati e presi in giro, bisognerebbe essere in uno stato di caos continuo.
Inoltre, come le altre volte, questa paura della reazione islamica conferma quello che dice l'autore. Ovvero che si tratta di una religione totalitaria che non accetta critiche ed è pronta ad usare la forza per sopprimerle.
Certo, la viltà degli europei fa pena. Hanno trasformato il detto di Voltaire "non sono d'accordo con la tua opinione ma darei la vita perchè tu possa esprimerla", in "non sono d'accordo con la tua opinione, quindi non dirla, tanto più tappati la bocca se devi criticare la religione islamica, o sono guai per te"

Vergogna, Inghilterra.
Vada avanti, sig. Wilders, a prescindere dall'essere d'accordo o meno con le sue idee,
ha il diritto di esprimerle.

wilders-1002onlineBild
postato da: Simmaco alle ore 12:31 | link | commenti
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lunedì, 09 febbraio 2009

La dittatura della magistratura

"Ho l'impressione che in Italia anzi in Europa la gente non sia stata ben informata. Che sia i giornali, sia le televisioni abbiano sottolineato la senzazionalità della faccenda, non i suoi retroscena. Io invece l'ho seguita giorno per giorno ed ora per ora, qui in America, e l'effetto è stato così disastroso che non credo più alla Legge. Cristo per tutta la vita ho invocato la Legge. Anche per combattere l'incompreso flagello che stiamo subendo con l'invasione islamica dell'Occidente, ho sempre invocato la Legge...Ma la morte di Terri è riuscita laddove essi non erano riusciti, ed oggi penso che ottenere giustizia attraverso la Legge sia un terno al lotto. Se mi sbaglio, se la Legge significa davvero Giustizia, Equità, Imparzialità, me lo si dimostri incriminando i magistrati che per ben dodici volte si sono accaniti su quella creatura colpevole soltanto d'essere una malata inguaribile...In testa a loro, quel George Greer che per primo accolse l'istanza di barbablù e ordinò di staccare la spina cioè di togliere a terri il feeding-support: il tubo nutritivo..."
Quindi secondo lei, i primi responsabili sono i magistrati?
"...Oggi in America il rischio della dittatura non viene  dal potere esecutivo: viene dal potere giudiziario. E nel resto dell'Occidente, lo stesso. Pensi all'Italia dove, come ha ben capito la sinistra che se ne serve senza pudore, lo strapotere dei magistrati ha raggiunto vette inaccettabili. Inpuniti e impunibili, sono i magistrati che oggi comandano. Manipolando al Legge con interpretazioni di parte cioè dettate dalla loro militanza politica e dalle loro antipatie personali, approfittandosi della loro immeritata autorità e quindi comportandosi da padroni come i Padreterni della Corte Suprema statunitense...Chi osa biasimare o censurare o denunciare un magistrato, in Italia? Chi osa dire che per diventar magistrato bisognerebbe essere un santo o almeno un campione di onestà e di intelligenza, non un uomo di parte e di conseguenza indegno d'indossare la toga? Nessuno. Hanno tutti paura di loro".
E al secondo posto delle responsabilità chi ci mette?
"...A pari merito ci metto i medici anzi i becchini travestiti da medici che ai magistrati hanno fornito gli elementi necessari ad emettere quella sentenza di morte. Che hanno definito Terri un cervello spento, un corpo senz'anima, un essere in stato vegetativo irreversibile...Oggigiorno Ippocrate non va più di moda e nella maggior parte dei casi la medicina è un business, un cinico strumento per arraffare soldi o tentare di ottenere lo screditato premio Nobel. Però so che lo stato vegetativo non è la morte cerebrale e che il termine stato-vegetativo-irreversibile è molto controverso..."
[....]
E poi?
Poi morì Karol Wojtyla, e di Terri non si parlò più. Il ricordo della sua Via Crucis venne letteralmente spazato via dall'apoteosi di Piazza San Pietro, dai funerali del grand'uomo che forse non era stato un grande  papa ma certo era stato un grand'uomo. Un grande politico, un guerriero, una vera superstar. E la mia amarezza crebbe. Perché anche in America i giornali non facevano che parlare di lui, la tv non faceva che trasmettere i volti dei milioni e milioni di persone  che si disperavano. Che non accettavano la sua morte avvenuta a ottantacinque anni per volontà di Dio non dei becchini travestiti da giudici". E in quei laghi di dolore, in quegli oceani di pianto, neanche una lacrimina per Terri. Morta a quarantun anni, ammazzata dalla Legge. Bé...se prima o poi ciò accadrà anche in Eurabia dove parlare di pietà e di speranza non va più di moda, dove le radici cristiane non sno più rivendicate nemmeno da una presunta Costituzione, io non lo so. Ma se questa è la nostra risposta all'islamico Culto della Morte, se questa è la civiltà, se questo è il progresso, se questo è il Mondo Nuovo che il progresso ci prepara, dico: ridatemi il vecchio mondo. Il barbaro mondo delle caverne. Ridatemi l'età della Pietra.

Oriana Fallaci-2005, dall'intervista al Foglio sul caso Terry Schiavo


postato da: Simmaco alle ore 12:03 | link | commenti (2)
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venerdì, 06 febbraio 2009

Il confine della vita

In questi giorni i media italiani son per lo più concentrati sulla vicenda di Eluana, a discutere quale sia la scelta giusta: tenerla in vita o lasciarla morire? Non so se esista una decisione "giusta" su questa questione.
Mancano troppi dati per risolvere il problema: soffre in questo stato? prova qualcosa, anche semplici sensazioni? se ha un minimo di autocoscienza cosa vorrebbe lei? è già morta in realtà? andrà incontro al nulla o ad un'altra vita migliore? Senza le risposte a questi punti dire "giusto" o "sbagliato" mi sembra alquanto arbitrario. Io non riesco a sbilanciarmi su una vicenda del genere. Fossi  credente ne sarei più indifferente, perchè penserei che nonostante tutto, anche se venisse staccata la spina, beh l'attende una vita migliore. Invece da dubbioso e agnostico mi chiedo: e se poi ci fosse davvero il nulla? non è preferibile qualsiasi cosa allora? anche la sofferenza? non è meglio un stato di vita simile ad un vegetale piuttosto che nulla in assoluto? non lo so, e giuro non riesco ad immaginare il mio comportamento in una situazione simile.

Questo caso presenta molte analogie con quello americano di Terry Schiavo che è stato trattato anche in un articolo di Oriana Fallaci, vi riporto sotto alcune frasi che mi hanno colpito.


"Deduco che nella nostra società parlare di Diritti-Umani è davvero un'impostura, una farisaica commedia. Ne deduco che da noi essere malati in modo inguaribile è un difetto per cui si rischia la pena capitabile. Ne deduco che nel nostro tempo chi è malato in modo inguaribile viene considerato un cittadino inutile, un disturbo da cancellare, quindi un reprobo da punire"

"Non è vero che la vita sia intelligenza e basta. La vita è fatta anche di sentimenti, è fatta anche di sensazioni. E chi ha detto che un malato inguaribile, un "cittadino inutile" non sia degno di viverla attraverso i sentimenti e le sensazioni? La vita si misura sull'utilità o sull'essenza? [...] Se ho torto, se la signora Hack ha ragione, se la vita è intelligenza e basta, se in mancanza di intelligenza i sentimenti e le sensazioni non bastano a renderci degni di viverla, che ne facciamo di ciò che ha nome pietà? Che ne facciamo di ciò che ha nome speranza. [...] Negare la pietà e la speranza, significa educare alla Morte, al Culto della Morte"

"Io non ci credo alla buona-Morte, alla dolce-Morte, alla Morte-che Libera-dalle-Sofferenze. La Morte è morte e basta!"

 "Nessuno può predire come si comporterà dinanzi alla morte. Inutile fare gli eroi ante-litteram.[...] L'istinto di sopravvivenza è incontenibile, incontrollabile. L'ho visto alla guerra. E se nel Testamento Biologico scrivi che in caso di grave infermità vuoi morire ma al momento di guardare la Morte in faccia cambi idea? Se a quel punto t'accorgi che la vita è bella anche quando è brutta, e piuttosto che rinunciarvi preferisci vivere col tubo infilato nell'ombelico ma non sei più in grado di dirlo? In tal caso quel documento scritto diventa la tua auto-condanna"



P.S.: A prescindere dalle posizioni diverse su quest'argomento, chiaramente tutte legittime, in mancanza di una nozione certa di ciò che sta succedendo ad Eluana, resto davvero sgomento dagli atteggiamenti della maggioranza dell'opinione pubblica. Per esempio, in un sondaggio online del Corriere, su 40000 votanti solo il 22% pensa che Eluana debba vivere. Su Facebook è nato un movimento dal nome "Liberiamo Eluana". Liberiamola dalla vita intendono. Io mi chiedo se queste persone prima di prendere posizione abbiano veramente pensato cosa significa vita e cosa morte. Il mio dubbio è che sul Corriere ci abbiano dedicato un decimo di secondo prima di scegliere se cliccare su SI o NO, per poi tornare alle solite faccende del quotidiano. Il mio dubbio è che il popolo più o meno giovane di facebook abbia aderito in massa a sostenere la condanna a morte di Eluana per una sorta di spirito ribelle anti-Chiesa Cattolica o anti-governo di cdx. Non credo abbiano mai pensato alla differenza tra essere e non essere.  Alla irreversibilità fisica della cosa. Quelli che sostengono la necessità di lasciarla andare, come minimo dovrebbe farlo con estremo dolore, non con gioia o con slogan simili a quelli di una partita di calcio. O con clic non accompagnato da nessun pensiero. Il fatto è che alla massa importa poco di Eluana. Importa poco che venga fatta morire per fame e sete. Importa poco che i medici sostengano che sullo stato di coma non si sa ancora niente praticamente. Importa nulla anzi. Dovrebbero pesare anche questi elementi prima di esprimere il proprio giudizio. Mi stupisco ancora come gli atei e gli agnostici prendano posizione così facilmente a favore della sua morte. Se poi non c'è niente, come si fa ad essere così sicuri? Sembra che usino i termini VITA e MORTE come se fossero delle carte da gioco. In queste vicende la nostra civiltà mette in luce chiara la sua decadenza, il suo culto del Niente, dell'"attimo", della banalizzazione della morte. Ripenso all'indifferenza verso gli sgozzamenti degli americani in Iraq da parte delle furie islamiche, a certi film europei che sostengono a spada tratta l'eutanasia guardando solo alle sofferenze che questa consente di evitare ma non a ciò che li attende dopo, all'aborto eseguito spesso come anti-concezionale-a-posteriori, alle stragi dei terroristi che non fanno più notizia. Solo se le vittime sono causate da un errore di noi occidentali allora una parte della nostra opinione pubblica si sveglia. Ma non illudetevi, non lo fanno per amore verso i nostri nemici morti, ma solo per pura ideologia, solo per odio verso noi stessi e del proprio passato, solo per infliggerci in questo modo un ulteriore accoltellata.

postato da: Simmaco alle ore 09:09 | link | commenti
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