"... this nation under God shall have a new birth of Freedom and governement of the people by the people for the people shall not perish from the Earth" (Lincoln)

"Vorrei aver diciott’anni per vivere tutta una vita quaggiù"


per questo cantiere con ruspe e gru in Lower Manhattan, che cercano di sanare una dolorosa ferita, sappiamo tutti chi sono i bastardi che dobbiamo ringraziare...
Quiz: è più intelligente un gelato o una mortadella?Romano Prodi non ha battuto ciglio a Teheran, prima nel palazzo del governo, poi nel palazzo presidenziale, di fronte a un Mohammed Ahmadinejad e poi all’ayatollah Khamenei che hanno paragonato Israele alla Germania nazista e ribadito – sia pure con un linguaggio forbito, ma chiarissimo – le loro consuete accuse e minacce di una sua distruzione .
La scena ha dell’incredibile, ma questo è quanto è accaduto. L’ex premier italiano – e attuale presidente della commissione dell’Onu per il peacekeeping in Africa – si trovava infatti nei giorni scorsi nella capitale iraniana assieme all’ex segretario dell’Onu Kofi Annan e altri politici occidentali per partecipare ad una ambigua conferenza sul dialogo tra religioni e civilizzazioni promossa da una fondazione diretta dall'ex presidente riformista Mohammad Khatami. Da sempre la copertura del dialogo interreligioso è usata e strausata dai fondamentalisti islamici per difendere le più feroci tra le loro convinzioni e così è stato anche questa volta. Ricevendo Prodi e Annan, Ahamadinejad è stato chiarissimo, pur ammantando le sue parole nel consueto lessico diplomatico: “Il regime sionista commette da 60 anni crimini contro i palestinesi, e questo problema non potrà essere risolto fino a quando le terre palestinesi saranno sotto occupazione e vi saranno cinque milioni di profughi”.
