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Utente: Simmaco
"Noi riteniamo che siano evidenti le seguenti verità: che tutti gli uomini sono creati uguali e dotati dal loro Creatore di alcuni inalienabili diritti quali la Vita, la Libertà e la Ricerca della Felicità. Che i governi sono istituiti dal popolo al fine di garantire tali diritti. Che, qualora non lo facessero, i cittadini sono tenuti a rovesciarli e a istituirne di nuovi che siano capaci di garantire la Sicurezza e la Felicità delle persone." HAI MSN? AGGIUNGIMI: atlanticpeople@hotmail.it

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martedì, 30 settembre 2008

Chi sono i razzisti e guerrafondai?


Agghiacciante intervista ad un islamico inglese.
Dalle idee molto chiare.

LINK:   http://www.tocque-ville.it/LinkEsterno.asp?id=260488

Questi sono gli invasori contro cui in Eurabia è proibito fare le manifestazioni, i protetti da Bruxelles per prolungare di qualche giorno un'illusione di pace e concordia, nonchè i difesi ad oltranza dai politicamente corretti, dalle sinistre, dai collaborazionisti nostrani.
postato da: Simmaco alle ore 10:31 | link | commenti
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venerdì, 26 settembre 2008

Goebbels è tornato


Deliri antisemiti  del presidente dell'Iran all'ONU:

“La dignità, la decenza ed i diritti degli americani e dei popoli europei vengono manipolati da un piccolo ma furbo gruppo di persone chiamate Sionisti che controllano importanti centri dell’economia e del potere decisionale è preoccupante vedere che tanti presidenti e candidati alle presidenziali vadano a trovare queste persone e partecipino alle loro conventions e si impegnano a fare i loro interessi(dei Sionisti ndr). Questi fatti indicano come il popolo americano e quello europeo siano costretti a cedere ad un piccolo gruppo di persone materialistiche ed aggressive e si rifiutano di applicare i loro poteri e la loro dignità contro i crimini degli occupanti e le minacce del network Sionista contro le loro volontà”.
(Dal Blog di P. Guzzanti)

Notate che il novello Hitler avrà l'atomica a breve ormai, grazie al pacifismo unilaterale e alla prontezza di riflessi di ONU ed Unione Europea.

Aspettiamo di nuovo l'invasione della Polonia per intervenire o
qualcuno avrà la decenza di fermarlo prima stavolta????
postato da: Simmaco alle ore 09:40 | link | commenti (5)
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martedì, 23 settembre 2008

Esempi di idiozia europea /1

Sto guardando il video del discorso di Obama a Berlino, il 24 luglio scorso mi sembra. Penso sia molto interessante per capire il livello di idiozia europeo. Premetto che non ho particolare avversione per Obama, semmai per il clan clan mediatico spropositato che stampa, tv, vip ci hanno costruito intorno. Per il resto: Obama, McCain, Sarah mi van ben tutti basta che siano americani. (Eviterei Moore... quello è un americano riuscito maluccio maluccio).

All'inizio del suo discorso Obama ricorda che sua madre è originaria degli Stati Uniti centrali mentre suo padre è cresciuto in Kenya. Appena dice quest'ultima frase e pronuncia "KENYA" il pubblico europeo applaude e si infiamma. E figuriamoci se gli europei terzomondisti del "black is meglio che white" non vanno in delirio a sentire la parola Kenya! Per la povera madre di origine americana invece zero applausi. Idioti. (L'avrà pensato anche Obama, è molto intelligente a differenza del pubblico che aveva ai suoi piedi).

Si capisce quindi bene quali sono i motivi per cui Obama è amato dai nostri concittadini UE: perchè ha una radice africana.  Non per il programma politico, per le sue competenze economiche, per la sua idea di politica estera, ma in definitiva per il colore della sua pelle. Fosse la stessa persona ma in formato bianco ecco che probabilmente qui nessuno se lo filerebbe.

Ma non è razzismo questo?
O almeno discriminazione?

Basare una scelta (nel bene o nel male) sul colore
 della pelle di una persona e sui geni d'origine......cos'è?
postato da: Simmaco alle ore 23:05 | link | commenti (3)
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domenica, 21 settembre 2008

Eurabia avanza...


... ed il pericolo maggiore sembrano essere i collaborazionisti nostrani più che gli islamici stessi.
Ovvero le zecche dell'ultrasinistra. Come un anno fa a Bruxelles, ieri a Colonia una manifestazione anti-Islam è stata bloccata e vietata. Si noti che in Europa, pardon, che in Eurabia tutti possono manifestare quanto gli pare e piace: gli anti-americani, i pacifinti, i no dal molin, i no tav, la guzzanti che smerda il papa, gli islamici che a Londra vogliono la Sharia, tutti insomma. Ma chi manifesta contro l'islam è un razzista. E visto che ci sta bene, è pure un fascista. O nazista pefino. Chi si schiera contro un credo che tratta le donne come cammelli, che impicca i gay, che nemmeno concepisce la parola "lesbica", che impone tasse extra agli atei o agli appartenenti ad altre religioni è un razzista.

Cara Oriana, forse è un bene che non ci sei più, almeno non puoi vedere questo cancro che sta divorando il vecchio continente. Riposa in pace e se esiste qualcosa, se sei da qualche parte, per favore aiutaci.

Da Libero:
Colonia - Il sindaco di Colonia, tale Fritz Schramma, ha deciso di impedire la manifestazione “Stop Islam” organizzata dal movimento di destra “Pro Koeln” (che ha conquistato il 5 per cento di voti alle ultime elezioni municipali) per protestare contro una moschea in costruzione e contro il processo di rapida “islamizzazione” della Germania.  Schramma, che stamane ha tenuto un discorso nella piazza del Duomo di Colonia,  ha definito i partecipanti alla suddetta manifestazione “razzisti in borghese”, denunciando la “vecchia cricca dell'Eurofascismo” e concludendo: “Io dico, quella è la porta, Andate a casa!”. E dopo queste parole di accusa contro i manifestanti di destra, il primo cittadino di Colonia ha ufficialmente impedito che la marcia “Stop Islam” avesse luogo con questa semplice motivazione: non è sicura per la città. “La sicurezza degli abitanti di Colonia ha la precedenza su tutto”, ha detto un portavoce della polizia locale.  In effetti, numerosi estremisti di sinistra avevano tentato, già di prima mattina, di forzare il cordone delle forze dell'ordine messo a protezione della piazza riservata al raduno dei populisti di destra. Sempre stamane, inoltre, sconosciuti avevano dato alle fiamme un segnale ferroviario all'ingresso della città, causando la chiusura di una delle principali linee per diverse ore. Nei tafferugli tra agenti e civili contrari alla manifestazione un poliziotto è rimasto ferito al viso da un mortaretto. “In vari punti siamo stati aggrediti da gruppi di estremisti di sinistra”, ha detto il portavoce della polizia locale. Queste aggressioni violente hanno convinto il sindaco, per il bene della città, a impedire ai membri dei “Pro Koeln” e ai loro invitati, circa 1500 rappresentanti della destra populista di tutta l'Europa, di protestare contro la moschea. Per l'Italia, sarebbe dovuto essere presente all’evento il deputato europeo della Lega Nord Mario Borghezio, atteso domani a Ivrea per la festa della Lega. E’ proprio Borghezio a esprimere tutto il suo disappunto per il mancato del raduno: “La decisione delle autorità tedesche di impedire la manifestazione Stop Islam, indetta dal comitato pro-Koeln, conferma pienamente la nostra tesi: siamo di fronte a una strategia islamista di criminalizzazione di chiunque osi parlare o, peggio, dimostrare democraticamente contro il totalitarismo islamico”. Non solo, per il deputato del Carroccio “aveva ragione al cento per cento la grande Oriana Fallaci. È un'Europa vile e tremebonda quella che si è già arresa all'Islam. Noi invece, partigiani della nuova resistenza al totalitarismo del ventunesimo secolo, continueremo incuranti delle loro minacce a lottare contro questo progetto di islamizzazione dell'Europa e per la libertà dei popoli europei”.
postato da: Simmaco alle ore 15:05 | link | commenti (2)
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martedì, 16 settembre 2008

E ormai son due anni....


29 giugno 1929 –15 settembre 2006

oriana_20fallaci_20why have we to die
since we are born?
postato da: Simmaco alle ore 09:49 | link | commenti (3)
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giovedì, 11 settembre 2008

9/11 We'll never forget what you have done to US


pics_3_11sept

Una sera di due anni fa. Il 10 settembre 2006. Mi trovavo in America per lavoro, nel New Jersey, nella cittadina universitaria di Princeton. Discorrevo con la signora presso cui avevo affittato una camera per quel periodo di tre mesi. Le stavo raccontando che nei futuri weekends sarei andato a visitare Boston, Washington DC, le cascate del Niagara. Lei, gentile come sempre, mi consigliava musei, ristoranti, locali, monumenti nazionali che valeva la pena vedere. Io segnavo tutto per non dimenticare. Poi mi chiese cosa avevo fatto durante il sabato e la domenica appena passati. - Sono stato a Manhattan tutto il giorno - risposi in americano. Lei subito aggiunse - so you've seen that donkey of Bush - sorridendo maliziosamente. Sulla costa Est l'attuale presidente non è amatissimo. Dissi che non l'avevo visto, ero stato solo a Midtown North e a Central Park. Precisò che era venuto nella City per il dicorso di commemorazione per le vittime dell '11 settembre. Ma subito, quasi sobbalzando dalla sedia, urlò: - Oh my God - chiedendomi che giorno fosse. -September 10- risposi nel mio solito inglese maccheronico, un po' spaventato per quella sua agitazione. Allora corse in garage e tornò con una bandiera. Una bellissima bandiera stelle e strisce con un'asta lunga e un po' arruginita. Uscì di casa per sistemarla vicino all'ingresso. Ma era faticoso per lei, non si incastrava  bene nel portabandiera, e ormai non era più una giovinetta. Fu durante quei suoi goffi tentativi che si accorse del mio viso immerso in un'espressione ebete e interrogativa. -It's very important for us - disse - I have lost 8 friends that day - Rimasi di sasso, immaginado cosa volesse dire perdere 8 persone care tutte in una volta. Per chi piangere? Per chi disperarsi? Quale rabbia si potesse provare? Come perdonare quei terroristi islamici? Quasi senza pensare, d'istinto, afferrai la bandiera dalle sue mani e con uno scatto deciso la incastrai nel portabandiera. - Thank you- mi disse contenta. - My honor- risposi. Intanto la bandiera iniziava a sventolare. Insieme a lei anche le altre bandiere delle case vicino. E bada bene, abitazioni di immigrati  indiani, arabi, cinesi, pakistani, koreani. E di americani anti-Bush anti-repubblicani, democratici per la maggior parte.  E mi sono un po' commosso, provando una forte invidia per questo popolo così unito nei frangenti tragici e più duri. E ogni anno ripenso a quel mio 11 settembre, con un certo orgoglio per aver fissato la bandiera americana, e per essere stato parte, almeno per un momento, di quella nazione.

pic_11set_01


Dalla Rabbia e l'Orgoglio di Oriana Fallaci, prefazione:

"... ascoltatemi bene, seguaci di un dio che raccomanda l'occhio-per-occhio-e-il-dente-per-dente. Io non ho vent'anni, ma nella guerra ci sono nata, nella guerra ci sono cresciuta, di guerra me ne intendo. E di coglioni ne ho più di voi che per avere il coraggio di morire dovete ammazzare migliaia di creature, incluse le bambine di quattro anni. Guerra avete voluto, guerra volete? Per quel che mi riguarda, che guerra sia, fino all'ultimo fiato."

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postato da: Simmaco alle ore 09:53 | link | commenti (10)
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martedì, 09 settembre 2008

HURT-LOCKER

"The hurt locker", finalmente un gran film sulla guerra in Iraq

THE HURT LOCKER di Kathryn Bigelow, con Ralph Fiennes (Venezia 65)

Serviva una regista per girare finalmente un gran film sulla guerra in Iraq. Dopo l’ideologico “Redacted” e il retorico “Nella valle di Elah” (tratto dallo stesso reportage di Mark Boal), stiamo alle calcagna di un team che disinnesca bombe. Perlopiù, legate con lucchetti al corpo di terroristi, qualcuno volontario qualche altro no. Finora, il migliore del concorso. Il titolo allude al bauletto dove si raccolgono gli effetti personali di chi muore al fronte.

Mio commento:

Ho visto il film sabato sera all'esterno notte della mostra di Venezia e devo dire che davvero merita. Nessuna inutile e banale retorica pacifista, niente sermoni alla Moore sull'americano cattivo e l'iraqueno terrorista buono, niente suggerimenti agli elettori per chiedere il ritiro immediato delle truppe. Ma solo azione e analisi introspettiva. Andrenalina che scorre a mille, io ho fatto due o tre volte un salto sulla poltrona! E poi vengono colti  e resi bene alcuni sentimenti dei soldati come la paura, l'amicizia, la solidarietà, la disperazione, l'indifferenza, l'atteggiamento eroico, lo sconforto per la morte di un compagno. Ricordava alcuni vecchi film di guerra, quando la politica e la faziosità non avevano la meglio. Ma l'Uomo era il protagonista. Il soldato e quello che faceva, le sue azioni. D'altronde è proprio in guerra che l'Uomo più si rivela, nel suo peggio ma anche nel suo meglio; in quelle situazioni estreme in cui sei al confine tra la vita e la morte e lontano dall'esistenza narcotizzata di ogni giorno.

Ovviamente non tutti gli spettatori hanno capito questo. Perchè, insomma, si sa, se si potesse produrre energia dai cretini saremmo finalmente liberi da petrolio, carbone e nucleare in un colpo solo. Alla fine della proiezione due megere si sono alzate commentando "ecco i soliti film con gli americani che sono i bravi ed i buoni". Frase che probabilmente avevano pronta dall'inizio del film; questa gentaglia che ha come dogma l'anti-americanismo acritico. Però un commento simile, che davvero con il film non centra nulla , dimostra appieno la loro idiozia.  Io non ho resistito dal dire al mio amico ad alta voce "finalmente un film di guerra fatto come si deve, non diretto da pacistronzi o per pacistronzi". Lo so, dovevo trattenermi. Rispetto delle opinioni altrui ti insegnano fin da piccolo. Però ci stava proprio bene! Sono uscito dal cinema con il mio amico che rideva e provocatoriamente aggiungeva "non fosse per l'america che ci salva il culo da questi nuovi fascisti con la keffiah, a posto saremmo!". Sempre ad alta voce. Alcuni sorridevano stando al gioco, altri invece palesavano indignazione. Eheh, è stato divertente. God Bless America. 

 

hurt-locker

 

 


postato da: Simmaco alle ore 11:25 | link | commenti (6)
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lunedì, 08 settembre 2008

SCONTRI POLIZIA - NO DAL MOLIN

Ieri la polizia ha caricato sui NO-DAL-MOLIN groups. I manifestanti le hanno prese.
In veneto commenterei  "sempre massa poche!"  .

Bravo Silvio che ha chiesto al sindaco di annullare referendum sulla base.
La politica estera la decide lo stato, non Vicenza da sola.

Dal corriere:
Il premier Silvio Berlusconi ha invitato con una lettera il sindaco di Vicenza Achille Variati a rinunciare al referendum sul Dal Molin organizzato per il 5 ottobre. «Le ricordo ancora una volta - ha scritto il capo del Governo - che la consultazione popolare da lei indetta si manifesta ancora più gravemente inopportuna». La lettera di Berlusconi è giunta a palazzo Trissino, sede del Comune di Vicenza, il 5 settembre, un giorno prima degli scontri di sabato tra manifestanti e polizia che hanno portato alla denuncia di sei attivisti del comitato del No. Berlusconi, come indica il Giornale di Vicenza, ricorda a Variati che il sito sul quale sta per nascere Ederle 2 «è demaniale e non è in vendita». Il quesito referendario proposto dal sindaco infatti non chiede ai vicentini se sono favorevoli o meno alla struttura militare ma di esprimersi sulla volontà comunale di acquistare la zona demaniale. «L'area - sottolinea Berlusconi a Variati - è stata consegnata agli Usa. La consultazione si porrebbe in netto contrasto con l'azione del governo e le valutazioni della magistratura».
postato da: Simmaco alle ore 13:57 | link | commenti
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