"... this nation under God shall have a new birth of Freedom and governement of the people by the people for the people shall not perish from the Earth" (Lincoln)
non ci sono parole, troppa gioia....

Il leader dei dissidenti: «Questa sentenza è un'arma per la battaglia contro tutte le guerre»
MILANO — Toh, di chi si riparla: di Luca Casarini, capo dei Disobbedienti del Nordest. Quando c'è in ballo lui, si evocano cortei, manifestazioni, scontri, azioni giudiziarie. Di solito in tribunale non finisce bene per il no global. Ma ora c'è un'eccezione clamorosa che lascia perplessi, tranne lo stesso Casarini. Che, questa volta, rende omaggio alla giustizia italiana per averlo considerato quasi un valoroso, dandogli cioè la soddisfazione di ottenere attenuanti speciali, in relazione a un atto di «disobbedienza civile», del quale, nel febbraio 2003, assieme ad altri, fu protagonista. Anzi, il leader.
Si era nel periodo caldo (e mediaticamente risonante) della guerra in Iraq. Così, Luca e il suo gruppo, anche con il sostegno del sacerdote pacifista don Albino Bizzotto, pensarono bene di imporre lo stop ai treni che trasportavano materiali bellici verso la base Usa di Camp Derby. I disobbedienti cominciarono a bloccare i cosiddetti convogli di guerra. Da Padova in giù. Da qui il clamore, le proteste, le denunce. E l'iter giudiziario, arrivato ora a conclusione. Con una sorpresa: Luca Casarini è stato assolto dall'accusa di blocco ferroviario e condannato a 20 giorni di carcere (commutati in 760 euro, pena sospesa) per interruzione di pubblico servizio.
Marisa Fumagalli