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"Noi riteniamo che siano evidenti le seguenti verità: che tutti gli uomini sono creati uguali e dotati dal loro Creatore di alcuni inalienabili diritti quali la Vita, la Libertà e la Ricerca della Felicità. Che i governi sono istituiti dal popolo al fine di garantire tali diritti. Che, qualora non lo facessero, i cittadini sono tenuti a rovesciarli e a istituirne di nuovi che siano capaci di garantire la Sicurezza e la Felicità delle persone." HAI MSN? AGGIUNGIMI: atlanticpeople@hotmail.it

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giovedì, 05 marzo 2009

La conferenza razzista anti-razzismo

Amo Frattini. Non riesco a dire altro in questo momento, dopo aver appena appreso che l'Italia ha intenzione di non partecipare alla farsa organizzata a Ginevra il mese prossimo dagli stati islamici, Siria ed Iran in primis, con l'intento di demonizzare Israele, l'America e l'Occidente. Mi auguro solo che il nostro ministro degli esteri tenga fede a questa dichiarazione e che nei prossimi giorni non ritratti la sua decisione perchè spinto da pressioni interne ed esterne. Sarebbe un bellissimo modo per cambiare finalmente direzione specialmente se il nostro esempio (insieme a quello americano ed olandese) fosse seguito da altri paesi della comunità europea.

Non serve un'aquila per capire che qui il razzismo centra davvero poco. Anzi nulla. Si tratta di uno stratagemma, coperto da un giusto coktail di buonismo,terzomondismo, anti-semitismo, no-globalismo, per  assicurare agli islamici sparsi per il mondo il diritto a non essere MAI criticati o messi in discussione. Non c'è stato un solo episodio di razzismo verso gli islamici in Europa mentre ormai non si contano più i vergognosi atti di anti-semitismo dal 2000 ad oggi nel nostro continente. E non parlo di stupide vignette o di film denuncia ma di cimiteri profanati, di ragazzi ebrei assaliti nei bus (Francia,2005), di atleti che non vengono fatti partecipare a dei giochi solo in quanto ebrei. Insomma si parla di vita e dignità calpestate. Se non è razzismo questo non so davvero che altro può essere.

Proprio ieri il presidente iraniano ha definito Israele e gli ebrei il demonio, da combattere e distruggere. senza pietà. Se questo non è razzismo allora anche Hitler e Goebbels non erano razzisti. Ma non centrano solo gli ebrei qui, ci andiamo di mezzo pure noi. La nostra libertà di espressione e di critica senza rischiare di cadere nella trappola "razzismo". Nel nostro continente si può prendere in giro e attaccare chi si vuole ma guai a prendersela con i fondamentalisti, guai a discutere sull'Islam. Vedi la fine che fai: quella di Van Gogh, di Fortuyn, di Hirsi Alì. A questo serve la conferenza che si terrà ad aprile in Svizzera, a ribadire che qualsiasi gesto contro l'America, l'Occidente ed Israele in particolare è ben voluto e non  è razzismo.  Anzi è anti-razzismo. Viceversa se ci son di mezzo gli arabi o Hamas o i palestinesi.

Bravo Frattini, speriamo sia solo un inizio per cambiare quest' Europa malata.
postato da: Simmaco alle ore 19:19 | link | commenti (2)
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mercoledì, 18 febbraio 2009

Il MultiCattoComCulturalismo

Fine settimana di S.Valentino, 3 violenze sessuali su giovani e giovanissime. Non è forse il segno di una sofferenza sociale, le conseguenze di un multiculturalismo ideologico catto-com, il verificarsi delle profezie di Oriana Fallaci?

A coloro che pervicacemente rimangono nel loro pregiudizio (“E’ più difficile spezzare un atomo che un pregiudizio” diceva Einstein) vorrei chiedere due cose:

1)    Qual è il modello di società che hanno in testa. L’Italia è un Paese di 300,000 km2, con una densità di popolazione di circa 200 abitanti per km2. Gli USA hanno una estensione 30 volte maggiore (9 milioni di km2) e una densità di popolazione media 6 volte minore (30 abitanti per km2). Di fatto, siamo già un Paese sovrappopolato. Dov’è che vogliamo arrivare? Al modello delle sardine in scatola? Oppure a quello delle megalopoli del terzo mondo, come San Paolo del Brasile, dove due terzi della popolazione vive nelle favelas e l’ordine pubblico è praticamente ingestibile? Oppure infine l’immigrazione serve solo a fabbricare voti per partiti moribondi?

2)      Con quali risorse si pensa di fare fronte all’immigrazione? Stanti i numeri, dato che si parla di 800 nuovi sbarchi al giorno, fanno 300,000 persone all’anno, anche se tutti non rimangono in Italia, dare semplicemente una casa a un terzo di costoro (100,000 persone all’anno) è un investimento non da poco (e penso che la cifra sia in difetto, interpretiamola come ordine di grandezza). Quando ti arriva una famiglia del Nordafrica con 6 figli a carico, dovrai pure garantire una casa, e poi la gente mangia, deve scaldarsi, deve avere luce e acqua, i bimbi devono andare a scuola. Sembra che ci si dimentichi che non viviamo più in epoche in cui questi erano dei lussi. La morale del “fate figli e accogliete lo straniero”, che deriva dalla Bibbia (e prima o poi la Chiesa dovrà rendere conto della responsabilità morale di tutto questo), aveva un senso per il popolo di Israele del X secolo a.C.: un popolo di 10,000 persone o poco più, in un territorio pieno di risorse, a cui bastava una tenda, un po’ di pecore e un’orcio d’acqua (il cammello era un lusso), ed era minacciato da nazioni potenti vicine (Egitto e Siria). L’unica difesa per non scomparire era fare figli, e aggregare le tribù vicine, per garantire una “massa critica” conto i giganti che li minacciavano ai confini.

Applicare acriticamente questa morale al mondo d’oggi, sovrappopolato e a corto di risorse, è semplicemente folle: con quali risorse paghiamo la politica dell’accoglienza? Con risorse che vengono drenate dalla scuola, dalla ricerca, dalle infrastrutture, dalla previdenza pubblica. Lo Stato non è un serbatoio di volume infinito (come ahimè però ipotizzano gli economisti), e le risorse dello Stato sono le tasse che pagano i cittadini. Esiste un limite alla capacità di uno Stato di assorbire senza traumi un flusso migratorio e di garantire l’ordine pubblico. Oltre quel limite c’è solo il collasso.

                Non a caso questi problemi si evidenziano in un momento di crisi economica.


da un lettore del BLOG, GSpitzer

postato da: Simmaco alle ore 09:10 | link | commenti (11)
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martedì, 17 febbraio 2009

Le invasioni multiculturali

Tre stupri nel giro di una settimana certamente colpiscono. Stupisce meno che siano opera di immigrati, marocchini o rumeni per lo più. Si tratta di statistica e calcolo delle probabilità. Proprio ieri un sociologo (di sinistra) ha affermato che il 40% degli stupri sono imputabili a stranieri, ed è una percentuale enorme considerando che gli extracomunitari sono il 6% della popolazione.  Quindi è altamente probabile che l'autore di un atto simile sia con buona probabilità straniero, anche se le bestie italiane non mancano, sia chiaro.

Ieri sera facendo zapping mi sono imbattuto per pochi minuti nella trasmissione L'Infedele su LA7. Il conduttore e molti "intellettuali" e politici di sinistra cosa facevano? Cercavano di spaventare gli italiani seduti a casa sostenendo che ci stiamo avviando verso una società razzista. Con leggi razziali  come quelle del 38 (queste tornano sempre utili ai rossi da sventolare  ma poi quando si tratta degli ebrei di Israele, che vengano pure ammazzati da Hamas), oppure con servizi igienici separati e via dicendo. Quando un esponente della Lega provava a prendere parola il conduttore lo guardava con lo stesso sguardo sgomento e di rimprovero con cui io fisserei un ladro o un assassino. Tutto questo quando tre stupri erano ancora vivi nella testa di tutti. Poi hanno tirato fuori la solita menata che anche noi eravamo immigrati in america etc. Dimenticando che però noi avevamo una religione in comune e delle tradizioni culturali simili al paese che ci ospitava. E fingendo di scordarsi che in America se sgarravi.... erano cavoli tuoi.
Certo, se queste son le risposte della sinistra agli stupri o alle rapine, ovvero dare del razzista a chi si vuole difendere dalla violenza, beh allora capisco come mai continua a subire disfatte, ultima quella di ieri in Sardegna. E' molto semplice discutere di pacifisimo, di multiculturalismo e fratellanza universale nei salotti chic televisivi. La gente fuori però ha ben altro da fare. Nessun odio a priori contro chi viene qui, ma viste le statistiche e le cronache, sospetto e diffidenza sono comprensibili.

Una signora in trasmissione diceva anche che non si può far niente per frenare il costituirsi di una civiltà multiculturale. Termine quest'ultimo che, come mi faceva notare un mio amico di recente, non è compatibile con la democrazia. Asserire che tutte le culture sono uguali e altrettando valide vuol dire ad esempio parificare sharia (caratteristica islamica) e ordinamente democratico (caratteristica occidentale). Sono incompatibili chiaramente. Non è al multiculturalismo che dobbiamo mirare semmai ad una società multietnica come quella americana, ma in cui la cultura dominante per tutti sia UNA sola, quella a stelle e strisce nel caso specifico. Tutte le etnie si riconoscono nella costituzione americana e nei valori espressi nella dichiarazione d'indipendenza. Gli usi e le tradizioni d'origine vengono dopo.
La signora ha ragione comunque. Queste migrazioni barbariche non potranno esser frenate e prima o poi modificheranno completamente la società in cui viviamo. C'è chi dice in bene, chi in male. Io penso che comunque si andrà verso una progressiva perdita di Libertà. Di pensiero, di movimento, di stampa. Gran parte di questi migranti o invasori nemmeno sa che significa la parola Libertà, e pure molti europei stanno cominciando a dimenticarla mossi dalla paura (vedi mio post precedente). Quindi probabilmente sarà vero, il flusso non possiamo fermalo o invertirlo, però nel mio piccolo farò il possibile per ostacolarlo e ritardarlo almeno, . Ogni istante risparmiato all'occidente e alla nostra civiltà è un istante prezioso.
postato da: Simmaco alle ore 09:56 | link | commenti (3)
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giovedì, 12 febbraio 2009

Eurabia. Ci risiamo...


... ennesimo episodio di censura verso qualcuno che critica l'Islam.  Stavolta è la (ex) liberale e tollerante Inghilterra a tappare la bocca ad un cittadino europeo, l'olandese Wilders  autore del film Fitna, dove paragona il Corano al Mein Kampf. Le autorità britanniche, come racconta oggi sul Corriere Luigi Offeddu, non vogliono che l’olandese Wilders metta piede in Gran Bretagna perché le «sue dichiarazioni contro i musulmani minacciano l’armonia della comunità e dunque la sicurezza pubblica nel Regno Unito». Dopo le vignete danesi, Hirsi Alì, Robert Redeker, Theo Van Gogh, O. Fallaci, ecco un altro tassello al mosaico di Eurabia. Ma che volete farci? I mussulmani son così sensibili e permalosi... talmente vulnerabili che alla prima critica son pronti a mettere a ferro e fuoco un continente. Con il consenso della sinistra. Se i cristiani o gli ebrei facessero lo stesso? Considerando lil numero di volte che il Papa e la Chiesa vengono attaccati e presi in giro, bisognerebbe essere in uno stato di caos continuo.
Inoltre, come le altre volte, questa paura della reazione islamica conferma quello che dice l'autore. Ovvero che si tratta di una religione totalitaria che non accetta critiche ed è pronta ad usare la forza per sopprimerle.
Certo, la viltà degli europei fa pena. Hanno trasformato il detto di Voltaire "non sono d'accordo con la tua opinione ma darei la vita perchè tu possa esprimerla", in "non sono d'accordo con la tua opinione, quindi non dirla, tanto più tappati la bocca se devi criticare la religione islamica, o sono guai per te"

Vergogna, Inghilterra.
Vada avanti, sig. Wilders, a prescindere dall'essere d'accordo o meno con le sue idee,
ha il diritto di esprimerle.

wilders-1002onlineBild
postato da: Simmaco alle ore 12:31 | link | commenti
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lunedì, 09 febbraio 2009

La dittatura della magistratura

"Ho l'impressione che in Italia anzi in Europa la gente non sia stata ben informata. Che sia i giornali, sia le televisioni abbiano sottolineato la senzazionalità della faccenda, non i suoi retroscena. Io invece l'ho seguita giorno per giorno ed ora per ora, qui in America, e l'effetto è stato così disastroso che non credo più alla Legge. Cristo per tutta la vita ho invocato la Legge. Anche per combattere l'incompreso flagello che stiamo subendo con l'invasione islamica dell'Occidente, ho sempre invocato la Legge...Ma la morte di Terri è riuscita laddove essi non erano riusciti, ed oggi penso che ottenere giustizia attraverso la Legge sia un terno al lotto. Se mi sbaglio, se la Legge significa davvero Giustizia, Equità, Imparzialità, me lo si dimostri incriminando i magistrati che per ben dodici volte si sono accaniti su quella creatura colpevole soltanto d'essere una malata inguaribile...In testa a loro, quel George Greer che per primo accolse l'istanza di barbablù e ordinò di staccare la spina cioè di togliere a terri il feeding-support: il tubo nutritivo..."
Quindi secondo lei, i primi responsabili sono i magistrati?
"...Oggi in America il rischio della dittatura non viene  dal potere esecutivo: viene dal potere giudiziario. E nel resto dell'Occidente, lo stesso. Pensi all'Italia dove, come ha ben capito la sinistra che se ne serve senza pudore, lo strapotere dei magistrati ha raggiunto vette inaccettabili. Inpuniti e impunibili, sono i magistrati che oggi comandano. Manipolando al Legge con interpretazioni di parte cioè dettate dalla loro militanza politica e dalle loro antipatie personali, approfittandosi della loro immeritata autorità e quindi comportandosi da padroni come i Padreterni della Corte Suprema statunitense...Chi osa biasimare o censurare o denunciare un magistrato, in Italia? Chi osa dire che per diventar magistrato bisognerebbe essere un santo o almeno un campione di onestà e di intelligenza, non un uomo di parte e di conseguenza indegno d'indossare la toga? Nessuno. Hanno tutti paura di loro".
E al secondo posto delle responsabilità chi ci mette?
"...A pari merito ci metto i medici anzi i becchini travestiti da medici che ai magistrati hanno fornito gli elementi necessari ad emettere quella sentenza di morte. Che hanno definito Terri un cervello spento, un corpo senz'anima, un essere in stato vegetativo irreversibile...Oggigiorno Ippocrate non va più di moda e nella maggior parte dei casi la medicina è un business, un cinico strumento per arraffare soldi o tentare di ottenere lo screditato premio Nobel. Però so che lo stato vegetativo non è la morte cerebrale e che il termine stato-vegetativo-irreversibile è molto controverso..."
[....]
E poi?
Poi morì Karol Wojtyla, e di Terri non si parlò più. Il ricordo della sua Via Crucis venne letteralmente spazato via dall'apoteosi di Piazza San Pietro, dai funerali del grand'uomo che forse non era stato un grande  papa ma certo era stato un grand'uomo. Un grande politico, un guerriero, una vera superstar. E la mia amarezza crebbe. Perché anche in America i giornali non facevano che parlare di lui, la tv non faceva che trasmettere i volti dei milioni e milioni di persone  che si disperavano. Che non accettavano la sua morte avvenuta a ottantacinque anni per volontà di Dio non dei becchini travestiti da giudici". E in quei laghi di dolore, in quegli oceani di pianto, neanche una lacrimina per Terri. Morta a quarantun anni, ammazzata dalla Legge. Bé...se prima o poi ciò accadrà anche in Eurabia dove parlare di pietà e di speranza non va più di moda, dove le radici cristiane non sno più rivendicate nemmeno da una presunta Costituzione, io non lo so. Ma se questa è la nostra risposta all'islamico Culto della Morte, se questa è la civiltà, se questo è il progresso, se questo è il Mondo Nuovo che il progresso ci prepara, dico: ridatemi il vecchio mondo. Il barbaro mondo delle caverne. Ridatemi l'età della Pietra.

Oriana Fallaci-2005, dall'intervista al Foglio sul caso Terry Schiavo


postato da: Simmaco alle ore 12:03 | link | commenti (2)
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venerdì, 06 febbraio 2009

Il confine della vita

In questi giorni i media italiani son per lo più concentrati sulla vicenda di Eluana, a discutere quale sia la scelta giusta: tenerla in vita o lasciarla morire? Non so se esista una decisione "giusta" su questa questione.
Mancano troppi dati per risolvere il problema: soffre in questo stato? prova qualcosa, anche semplici sensazioni? se ha un minimo di autocoscienza cosa vorrebbe lei? è già morta in realtà? andrà incontro al nulla o ad un'altra vita migliore? Senza le risposte a questi punti dire "giusto" o "sbagliato" mi sembra alquanto arbitrario. Io non riesco a sbilanciarmi su una vicenda del genere. Fossi  credente ne sarei più indifferente, perchè penserei che nonostante tutto, anche se venisse staccata la spina, beh l'attende una vita migliore. Invece da dubbioso e agnostico mi chiedo: e se poi ci fosse davvero il nulla? non è preferibile qualsiasi cosa allora? anche la sofferenza? non è meglio un stato di vita simile ad un vegetale piuttosto che nulla in assoluto? non lo so, e giuro non riesco ad immaginare il mio comportamento in una situazione simile.

Questo caso presenta molte analogie con quello americano di Terry Schiavo che è stato trattato anche in un articolo di Oriana Fallaci, vi riporto sotto alcune frasi che mi hanno colpito.


"Deduco che nella nostra società parlare di Diritti-Umani è davvero un'impostura, una farisaica commedia. Ne deduco che da noi essere malati in modo inguaribile è un difetto per cui si rischia la pena capitabile. Ne deduco che nel nostro tempo chi è malato in modo inguaribile viene considerato un cittadino inutile, un disturbo da cancellare, quindi un reprobo da punire"

"Non è vero che la vita sia intelligenza e basta. La vita è fatta anche di sentimenti, è fatta anche di sensazioni. E chi ha detto che un malato inguaribile, un "cittadino inutile" non sia degno di viverla attraverso i sentimenti e le sensazioni? La vita si misura sull'utilità o sull'essenza? [...] Se ho torto, se la signora Hack ha ragione, se la vita è intelligenza e basta, se in mancanza di intelligenza i sentimenti e le sensazioni non bastano a renderci degni di viverla, che ne facciamo di ciò che ha nome pietà? Che ne facciamo di ciò che ha nome speranza. [...] Negare la pietà e la speranza, significa educare alla Morte, al Culto della Morte"

"Io non ci credo alla buona-Morte, alla dolce-Morte, alla Morte-che Libera-dalle-Sofferenze. La Morte è morte e basta!"

 "Nessuno può predire come si comporterà dinanzi alla morte. Inutile fare gli eroi ante-litteram.[...] L'istinto di sopravvivenza è incontenibile, incontrollabile. L'ho visto alla guerra. E se nel Testamento Biologico scrivi che in caso di grave infermità vuoi morire ma al momento di guardare la Morte in faccia cambi idea? Se a quel punto t'accorgi che la vita è bella anche quando è brutta, e piuttosto che rinunciarvi preferisci vivere col tubo infilato nell'ombelico ma non sei più in grado di dirlo? In tal caso quel documento scritto diventa la tua auto-condanna"



P.S.: A prescindere dalle posizioni diverse su quest'argomento, chiaramente tutte legittime, in mancanza di una nozione certa di ciò che sta succedendo ad Eluana, resto davvero sgomento dagli atteggiamenti della maggioranza dell'opinione pubblica. Per esempio, in un sondaggio online del Corriere, su 40000 votanti solo il 22% pensa che Eluana debba vivere. Su Facebook è nato un movimento dal nome "Liberiamo Eluana". Liberiamola dalla vita intendono. Io mi chiedo se queste persone prima di prendere posizione abbiano veramente pensato cosa significa vita e cosa morte. Il mio dubbio è che sul Corriere ci abbiano dedicato un decimo di secondo prima di scegliere se cliccare su SI o NO, per poi tornare alle solite faccende del quotidiano. Il mio dubbio è che il popolo più o meno giovane di facebook abbia aderito in massa a sostenere la condanna a morte di Eluana per una sorta di spirito ribelle anti-Chiesa Cattolica o anti-governo di cdx. Non credo abbiano mai pensato alla differenza tra essere e non essere.  Alla irreversibilità fisica della cosa. Quelli che sostengono la necessità di lasciarla andare, come minimo dovrebbe farlo con estremo dolore, non con gioia o con slogan simili a quelli di una partita di calcio. O con clic non accompagnato da nessun pensiero. Il fatto è che alla massa importa poco di Eluana. Importa poco che venga fatta morire per fame e sete. Importa poco che i medici sostengano che sullo stato di coma non si sa ancora niente praticamente. Importa nulla anzi. Dovrebbero pesare anche questi elementi prima di esprimere il proprio giudizio. Mi stupisco ancora come gli atei e gli agnostici prendano posizione così facilmente a favore della sua morte. Se poi non c'è niente, come si fa ad essere così sicuri? Sembra che usino i termini VITA e MORTE come se fossero delle carte da gioco. In queste vicende la nostra civiltà mette in luce chiara la sua decadenza, il suo culto del Niente, dell'"attimo", della banalizzazione della morte. Ripenso all'indifferenza verso gli sgozzamenti degli americani in Iraq da parte delle furie islamiche, a certi film europei che sostengono a spada tratta l'eutanasia guardando solo alle sofferenze che questa consente di evitare ma non a ciò che li attende dopo, all'aborto eseguito spesso come anti-concezionale-a-posteriori, alle stragi dei terroristi che non fanno più notizia. Solo se le vittime sono causate da un errore di noi occidentali allora una parte della nostra opinione pubblica si sveglia. Ma non illudetevi, non lo fanno per amore verso i nostri nemici morti, ma solo per pura ideologia, solo per odio verso noi stessi e del proprio passato, solo per infliggerci in questo modo un ulteriore accoltellata.

postato da: Simmaco alle ore 09:09 | link | commenti
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martedì, 27 gennaio 2009

Giornata della memoria...

... ovvero il giorno in cui gli eurobei e gli islamici ricordano cosa vorrebbero fare di nuovo agli ebrei.
Fortunatamente stavolta hanno i mezzi per difendersi.
postato da: Simmaco alle ore 09:45 | link | commenti (1)
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venerdì, 23 gennaio 2009

Ecco per chi tifavano gli eurobei


Dal CORRIERE, di LORENZO CREMONESI:

Gaza. "Andatevene, andatevene via di qui! Volete che gli israeliani ci uccidano tutti? Volete veder morire sotto le bombe i nostri bambini? Portate via le vostre armi e i missili", gridavano in tanti tra gli abitanti della striscia di Gaza ai miliziani di Hamas e ai loro alleati della Jihad islamica. I più coraggiosi si erano organizzati e avevano sbarrato le porte di accesso ai loro cortili, inchiodato assi a quelle dei palazzi, bloccato in fretta e furia le scale per i tetti più alti. Ma per lo più la guerriglia non dava ascolto a nessuno. "Traditori. Collaborazionisti di Israele. Spie di Fatah, codardi. I soldati della guerra santa vi puniranno. E in ogni caso morirete tutti, come noi. Combattendo gli ebrei sionisti siamo tutti destinati al paradiso, non siete contenti di morire assieme?". E così, urlando furiosi, abbattevano porte e finestre, si nascondevano ai piani alti, negli orti, usavano le ambulanze, si barricavano vicino a ospedali, scuole, edifici dell’Onu.

In casi estremi sparavano contro chi cercava di bloccare loro la strada per salvare le proprie famiglie, oppure picchiavano selvaggiamente. "I miliziani di Hamas cercavano a bella posta di provocare gli israeliani. Erano spesso ragazzini, 16 o 17 anni, armati di mitra. Non potevano fare nulla contro tank e jet. Sapevano di essere molto più deboli. Ma volevano che sparassero sulle nostre case per accusarli poi di crimini di guerra", sostiene Abu Issa, 42 anni, abitante nel quartiere di Tel Awa. "Praticamente tutti i palazzi più alti di Gaza che sono stato colpiti dalle bombe israeliane, come lo Dogmoush, Andalous, Jawarah, Siussi e tanti altri avevano sul tetto le rampe lanciarazzi, oppure punti di osservazione di Hamas. Li avevano messi anche vicino al grande deposito Onu poi andato in fiamme E lo stesso vale per i villaggi lungo la linea di frontiera poi più devastati dalla furia folle e punitiva dei sionisti", le fa eco la cugina, Um Abdallah, 48 anni. Usano i soprannomi di famiglia. Ma forniscono dettagli ben circostanziati. E’ stato difficile raccogliere queste testimonianze. In generale qui trionfa la paura di Hamas e imperano i tabù ideologici alimentati da un secolo di guerre con il 'nemico sionista'.

Chi racconta una versione diversa dalla narrativa imposta dalla muhamawa (la resistenza) è automaticamente un amil, un collaborazionista e rischia la vita. Aiuta però il recente scontro fratricida tra Hamas e Olp. Se Israele o l’Egitto avessero permesso ai giornalisti stranieri di entrare subito sarebbe stato più facile. Quelli locali sono spesso minacciati da Hamas. "Non è un fatto nuovo, in Medio Oriente tra le società arabe manca la tradizione culturale dei diritti umani. Avveniva sotto il regime di Arafat che la stampa venisse perseguitata e censurata. Con Hamas è anche peggio", sostiene Eyad Sarraj, noto psichiatra di Gaza city. E c’è un altro dato che sta emergendo sempre più evidente visitando cliniche, ospedali e le famiglie delle vittime del fuoco israeliano. In verità il loro numero appare molto più basso dei quasi 1.300 morti, oltre a circa 5.000 feriti, riportati dagli uomini di Hamas e ripetuti da ufficiali Onu e della Croce Rossa locale. "I morti potrebbero essere non più di 500 o 600. Per lo più ragazzi tra i 17 e 23 anni reclutati tra le fila di Hamas che li ha mandati letteralmente al massacro", ci dice un medico dell’ospedale Shifah che non vuole assolutamente essere citato, è a rischio la sua vita. Un dato però confermato anche dai giornalisti locali: "Lo abbiamo già segnalato ai capi di Hamas. Perché insistono nel gonfiare le cifre delle vittime? Strano tra l’altro che le organizzazioni non governative, anche occidentali, le riportino senza verifica. Alla fine la verità potrebbe venire a galla. E potrebbe essere come a Jenin nel 2002. Inizialmente si parlò di 1.500 morti. Poi venne fuori che erano solo 54, di cui almeno 45 guerriglieri caduti combattendo".

Come si è giunti a queste cifre? "Prendiano il caso del massacro della famiglia Al Samoun del quartiere di Zeitun. Quando le bombe hanno colpito le loro abitazioni hanno riportato che avevano avuto 31 morti. E così sono stati registrati dagli ufficiali del ministero della Sanità controllato da Hamas. Ma poi, quando i corpi sono stati effettivamente recuperati, la somma totale è raddoppiata a 62 e così sono passati al computo dei bilanci totali", spiega Masoda Al Samoun di 24 anni. E aggiunge un dettaglio interessante: "A confondere le acque ci si erano messe anche le squadre speciali israeliane. I loro uomini erano travestiti da guerriglieri di Hamas, con tanto di bandana verde legata in fronte con la scritta consueta: non c’è altro Dio oltre Allah e Maometto è il suo Profeta. Si intrufolavano nei vicoli per creare caos. A noi è capitato di gridare loro di andarsene, temevamo le rappresaglie. Più tardi abbiamo capito che erano israeliani". E’ sufficiente visitare qualche ospedale per capire che i conti non tornano. Molti letti sono liberi all’Ospedale Europeo di Rafah, uno di quelli che pure dovrebbe essere più coinvolto nelle vittime della "guerra dei tunnel" israeliana. Lo stesso vale per il "Nasser" di Khan Yunis. Solo 5 letti dei 150 dell’Ospedale privato Al-Amal sono occupati. A Gaza city è stato evacuato lo Wafa, costruito con le donazioni "caritative islamiche" di Arabia Saudita, Qatar e altri Paesi del Golfo, e bombardato da Israele e fine dicembre. L’istituto è noto per essere una roccaforte di Hamas, qui vennero ricoverati i suoi combattenti feriti nella guerra civile con Fatah nel 2007. Gli altri stavano invece allo Al Quds, a sua volta bombardato la seconda metà settimana di gennaio.

Dice di questo fatto Magah al Rachmah, 25 anni, abitante a poche decine di metri dai quattro grandi palazzi del complesso sanitario oggi seriamente danneggiato. "Gli uomini di Hamas si erano rifugiati soprattutto nel palazzo che ospita gli uffici amministrativi dello Al Quds. Usavano le ambulanze e avevano costretto ambulanzieri e infermieri a togliersi le uniformi con i simboli dei paramedici, così potevano confondersi meglio e sfuggire ai cecchini israeliani". Tutto ciò ha ridotto di parecchio il numero di letti disponibili tra gli istituti sanitari di Gaza. Pure, lo Shifah, il più grande ospedale della città, resta ben lontano dal registrare il tutto esaurito. Sembra fossero invece densamente occupati i suoi sotterranei. "Hamas vi aveva nascosto le celle d’emergenza e la stanza degli interrogatori per i prigionieri di Fatah e del fronte della sinistra laica che erano stato evacuati dalla prigione bombardata di Saraja", dicono i militanti del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina. E’ stata una guerra nella guerra questa tra Fatah e Hamas. Le organizzazioni umanitarie locali, per lo più controllate dall’Olp, raccontano di "decine di esecuzioni, casi di tortura, rapimenti nelle ultime tre settimane" perpetrati da Hamas. Uno dei casi più noti è quello di Achmad Shakhura, 47 anni, abitante di Khan Yunis e fratello di Khaled, braccio destro di Mohammad Dahlan (ex capo dei servizi di sicurezza di Yasser Arafat oggi in esilio) che è stato rapito per ordine del capo della polizia segreta locale di Hamas, Abu Abdallah Al Kidra, quindi torturato, gli sarebbe stato strappato l’occhio sinistro, e infine sarebbe stato ucciso il 15 gennaio.

(Tratto da "Corriere della Sera, 21 gennaio 2009)
postato da: Simmaco alle ore 09:09 | link | commenti (3)
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lunedì, 19 gennaio 2009

Con Israele


Sembra scontato dirlo, ma Oriana Fallaci già nel 2002 aveva capito tutto : l'antisemitismo europeo, il fascismo islamico dilagante nel nostro continente, il silenzio della gente. 

Oriana, Panorama 2002:

"Io trovo vergognoso che in Francia, la Francia del Liberté-Egalité-Fraternité, si brucino le sinagoghe, si terrorizzino gli ebrei, si profanino i loro cimiteri.
Trovo vergognoso che in Olanda e in Germania e in Danimarca i giovani sfoggino il kaffiah come gli avanguardisti di Mussolini sfoggiavano il bastone e il distintivo fascista.Trovo vergognoso che in quasi tutte le università europee gli studenti palestinesi spadroneggino e alimentino l'antisemitismo.

Io trovo vergognoso che in Italia si faccia un corteo di individui che vestiti da kamikaze berciano infami ingiurie a Israele, alzano fotografie di capi israeliani sulla cui fronte hanno disegnata una svastica, incitano il popolo a odiare gli ebrei.
E che pur di rivedere gli ebrei nei campi di sterminio, nelle camere a gas, nei forni crematori di Dachau e di Mauthausen e di Buchenwald e di Bergen-Belsen eccetera, venderebbero a un harem la propria madre.


Trovo vergognoso che anche per colpa della sinistra anzi soprattutto per colpa della sinistra (pensa alla sinistra che inaugura i suoi congressi applaudendo il rappresentante dell'OLP, in Italia il capo dei palestinesi che vogliono la distruzione di Israele) gli ebrei delle città italiane abbiano di nuovo paura. E nelle città francesi e olandesi e danesi e tedesche, lo stesso. Trovo vergognoso che al passaggio dei mascalzoni vestiti da kamikaze tremino come a Berlino tremavano la Notte dei Cristalli cioè la notte in cui Hitler avviò la Caccia all'Ebreo.
[.....]
Lo trovo vergognoso e vedo in tutto ciò il sorgere d'un nuovo fascismo, d'un nuovo nazismo. Un fascismo, un nazismo, tanto più bieco e ributtante in quanto condotto e nutrito da quelli che ipocritamente fanno i buonisti, i progressisti, i comunisti, i pacifisti, i cattolici anzi i cristiani, e che hanno la sfacciataggine di chiamare guerrafondaio chi come me grida la verità. Lo vedo, sì, e dico ciò che segue. Io col tragico e shakespeariano Sharon non sono mai stata tenera ("Lo so che è venuta ad aggiungere uno scalpo alla sua collana" mormorò quasi con tristezza quando andai a intervistarlo nel 1982). Con gli israeliani ho litigato spesso, di brutto, e in passato i palestinesi li ho difesi parecchio. Forse più di quanto meritassero. Però sto con Israele, sto con gli ebrei. Ci sto come ci stavo da ragazzina cioè al tempo in cui combattevo con loro, e le Anne Marie morivano fucilate. Difendo il loro diritto ad esistere, a difendersi, a non farsi sterminare una seconda volta. E disgustata dall'antisemitismo di tanti italiani, di tanti europei, mi vergogno di questa vergogna che disonora il mio Paese e l'Europa. Nel migliore dei casi, non una comunità di Stati ma un pozzo di Ponzi Pilati."


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sabato, 10 gennaio 2009

Impotenza


L'impotenza è la sensazione che mi avvolge quando vedo le piazze europee invase da cortei anti-semiti inneggianti alla distruzione di un popolo sterminato a milioni appena qualche decennio fa. Un'impotenza che si perde nell'apatia e nella rassegnazione. Mi sorprende l'incapacità della gente a non capire chi sono davvero le vittime del conflitto medio-orientale  e la loro ingenuità nel credere al falso vittimismo dei palestinesi e dei mussulmani sparsi in tutto il mondo che li sostengono e li difendono. Anche quelli nelle nostre città, capaci in una domenica pomeriggio di inizio gennaio a trasformare la piazza del duomo di Milano in un quartiere arabo. Mi ha urtato quella vista, quella preghiera collettiva ben organizzata che ha costretto alla chiusura della maggiore chiesa milanese. Il precendete bruciare delle bandiere e la svastica disegnata sulla croce di David mi hanno disgustato ma erano eventi a cui tutto sommato avevo già avuto la sfortuna di assistere. Pure la collaborazione delle sinistre nostrane non mi ha stupito, la solita vecchia storia. Ma Milano araba non me l'aspettavo. Il non intervento da parte delle forze dell'ordine, la presa di posizione a favore di quella sceneggiata da parte della chiesa cattolica e di molti suoi esponenti, la censura sull'evento chiaramente favorita dai maggiori quotidiani nazionali. Tutti questi fatti mi hanno colpito profondamente. La gente, la massa trova + comodo non pensarci, far finta di nulla. Preferisce dire a se stessa che non è stato nulla di rilevante, che i seguaci dell'Islam son delle brave persone pacifiche, che sono gli israeliani a sbagliare. Tanto gli israeliani son civili, non torcerebbero un capello ad uno che la pensa così. Anzi, probabilmente gli darebbero un'ora di televisione o un pezzo sul giornale per far sentire delle opinioni contro la loro politica. Son democratici loro, al contrario dei loro vicini. E così si inizia a far finta di non vedere, a minimizzare le cose, a prendere le parti di quelli più violenti, che potrebbero farci del male se non ci pieghiamo ai loro voleri. A questa omertà si aggiungono poi gli avanzi del comunismo, gli idioti coerenti che odiano le religioni e DIo, a meno che non si tratti di Allah e l'Islam, allora son pronti a vendere ad un turco la loro madre pur di mostrare la loro fedeltà.
E' iniziato un nuovo nazismo in europa, in cui l'Islam detta legge e decide cosa è giusto e cosa no. Per cosa scendere in piazza a protestare o meno. Che se non fai quello che dice è pronto a farti fuori, a spaccare case e negozi. Ad occupare illegalmente una piazza. E proprio come 60 anni fa con un altro nazismo la gente finge che non succeda nulla, per stare meglio. Anzi  cerca di farti sentire un fissato, quello che vede le cose troppe drammatiche. Ma dopo gli ebrei toccherà a voi, signori. Nonostante le carezze, il coccodrillo alla fine vi mangerà.
postato da: Simmaco alle ore 20:43 | link | commenti (2)
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